Sfera di cristallo

Bloomber afferma che Apple è intenzionata a rilasciare entro fine anno uno “smart watch”: “A Cupertino vi sono attualmente circa 100 ingegneri al lavoro”.
Provando a immaginare le caratteristiche di un simile prodotto, mi son reso conto di quanto rivoluzionario potrebbe essere un iWatch. Ecco perché. Continue reading “Sfera di cristallo: Apple “iWatch”” »

signoridelfuturo

Questo pomeriggio mio figlio di soli 2 anni e mezzo occupava abusivamente la postazione iMac di proprietà del me medesimo padre. Speranzoso di poter passare gradevolmente l’altrimenti noiosissimo post-pranzo decidevo di dare un’occhiata alle “serie televisive” che Sky Go offre in OnDemand, dal mio piccolo e inseparabile iPad Mini.

La serie francese di History Channel, “I Signori del Futuro”, era quello che poteva fare al caso mio, la storia di sei uomini che hanno cambiato la nostra vita, sei eroi del nostro tempo. Precursori spesso visionari hanno fatto la storia con un’idea…l’Idea!

Se non fossero esistiti non avremmo ascoltato la nostra musica preferita sul cellulare, non avremmo avuto il computer così come lo conosciamo, non avremmo potuto arredare casa con mobili per le nostre tasche e non avremmo risentito amici persi di vista e condiviso in tempo reale l’amicizia con tante persone diverse!

Steve-Jobs
Continue reading ““I Signori del Futuro” di The History Channel su Sky, SkyGo e OnDemand” »

Doveva uscire “a ottobre”, ma poi è stato rimandato “a novembre”…e finora nessuna traccia.

Dando un’occhiata al calendario si può dire con molta probabilità che la nuova versione di iTunes potrebbe essere rilasciata nelle prossime 24 ore o, al massimo tra due settimane. Questo perché in USA giovedì prossimo è il Thanksgiving Day (Giorno del Ringraziamento) e Apple ha concesso a tutti i suoi dipendenti quasi l’intera settimana come ferie; e dato che l’azienda è solita rilasciare novità software soprattutto il mercoledì, ecco che le date possibili sono oggi (ricordiamo che in America lo è solo da pochi minuti) oppure l’ultimo mercoledì (28) del mese.

Ricordo che le principali novità di questa versione sono: interfaccia completamente nuova e semplificata, integrazione con iCloud (nessuna distinzione tra elementi in locale e sulla “nuvola”), nuovo Mini-Player e soprattutto l’ubiquitaria nuova funzione “Up-Next” che consente di scegliere quale canzone sentire dopo l’attuale, senza doverla interrompere o creare obbligatoriamente una playlist.

Incrociamo le dita…

Tutto su iTunes 11

 

Da pochi giorni è apparso sul sito Apple questo documento http://images.apple.com/it/legal/warranty/Garanzia_legale_del_Venditore.pdfimages.apple.com che di fatto estende la garanzia su ogni prodotto Apple ai due anni previsti dalla legge italiana.

Dal momento che il codice del consumo italiano recepisce la direttiva europea 1999/44 CE ci si aspetta che questa garanzia venga applicata in tutta l’Unione Europea a seguito del precedente italiano.

In altri siti europei Apple offre la garanzia di due anni sui difetti che si manifestano al momento della consegna, speriamo che cambi presto.

L’iPad mini è il formato di tablet che ho sempre invidiato alla Samsung, in particolare il galaxy tab mi è sempre piaciuto da morire, ma non l’ho mai preso perché il sistema operativo semplicemente non è iOS, ma il “taglio” l’ho sempre ritenuto perfetto. Da oggi potremo avere un prodotto decisamente superiore dal punto di vista della qualità e della struttura con le dimensioni più o meno simili, il Galaxy Tab è 7″ pollici tondi tondi, mentre l’iPad mini è 7,9″ pollici.

Ma è veramente tutto rose e fiori? Dare un opinione così avendo visto solo qualche foto e qualche video non è proprio adeguato, ma le caratteristiche sono indiscutibilmente quelle che Apple ha comunicato e qui nascono dei dubbi.

L’iPad mini è assolutamente grandioso dal punto di vista delle dimensioni, non parlo delle dimensioni del display ma del suo profilo estremamente sottile solo 7,2 mm e con un peso di soli 308 g, entra in una sola mano perciò entra anche più facilmente in un borsello o nella tasca di una giacca o di un cappotto, l’iPad è ben più ingombrante anche se con uno schermo assolutamente superiore.

Un nuovo formato avrebbe potuto portare tutti gli sviluppatori a riscrivere le proprie app e questo non sarebbe piaciuto, perciò si è scelto di mantenere la stessa risoluzione dell’iPad 2, ma su uno schermo più piccolo. Sicuramente la risoluzione di un iPad 9,7″ pollici su un iPad mini da 7,9″ pollici dovrebbe avere una resa migliore rispetto all’iPad 2, ed è così che la pensano la maggior parte di coloro che hanno potuto vederlo dal vivo. “Il display del mini è incredibilmente chiaro, e anche se la risoluzione è inferiore alla terza e quarta generazione di iPad, non sembra un 1024 x 768. La superficie più piccola di 7.9 pollici ha fatto in modo di addensare i pixel.” dichiarano i ragazzi di The Verge.

Quindi meglio della risoluzione di un iPad 2… Ma avete mai confrontato un retina display con quello dell’iPad 2? Come ha detto il mio amico Francesco Graziani aka @fgfoto, il confronto tra un retina ed un iPad 2 ti porta a girarti dall’altro lato (lui ha aggiunto per vomitare), e qui sorgono i miei dubbi più grandi. Possono le dimensioni inferiori colmare il gap con il display di un dispositivo retina? E perché Apple non ha prodotto un  iPad mini che fosse retina sin dal primo momento con il nuovo processore A6X? Qualcuno potrà dire per motivi tecnici non si poteva fare ecc. secondo me è solo per una questione di marketing, in modo da avere già le caratteristiche del suo successore pronte (iPad mini 2, retina display, processore A6X ecc.). Nonostante questa regola del mercato consumistico, l’iPad mini è un prodotto innovativo, ma soprattutto per le sue dimensioni più che per la risoluzione. Per esprimermi sul display dovrò, quindi, vederlo dal vivo e magari metterlo anche accanto ad un iPhone o iPad Retina, per capire qual’è la differenza effettiva.

Estetica: La superficie del dispositivo è opaca sul retro, garantendo una una bella sensazione in mano, come per l’iPhone 5. Finalmente hanno reso la banda in plastica, che hanno i dispositivi con connessione cellulare, in tinta con il bordo dell’iPad, quindi bianca e nera. Probabilmente si è potuto fare adesso che c’è un alluminio colorato mentre prima poteva stonare, ma senza dubbi il risultato finale adesso è estremamente bello.

Ho letto di qualcuno che si preoccupava rispetto al fatto che per lasciare spazio allo schermo l’iPad mini ha dei bordi sottili ai lati, mentre sotto sono uguali a quelli dell’ipad tradizionale. Beh in questo caso secondo me va pensato che il nuovo iPad mini lo si terrà dal retro come un iPhone con una sola mano perciò quei bordi giganti non serviranno, ma in ogni caso anche questo schermo ha la capacità di non calcolare gli input accidentali.

Passiamo al capito prezzo, che la Apple in Italia abbia dei prezzi superiori rispetto al resto del mondo lo sapevamo, iPhone 5 docet, e questo per “merito” di chi ci governa che ha introdotto una super tassa sulla tecnologia, ma in questo caso vince la Francia dove l’iPad mini costerà 339€, ben 10 € in più rispetto all’Italia la Spagna e la Germania. Senza fare la solita polemica che 329$ dollari sono circa 250€, ahinoi è così che continua a funzionare, il prezzo è un po’ più alto rispetto alla concorrenza (dispositivi da 7″), ma è anche vero che sono come il giorno e la notte.

Chi lo dovrebbe comprare? Secondo me questo non è un dispositivo per tutti. Sicuramente riscuoterà molto successo tra gli adolescenti (gia li vedo con l’iPad mini nella tasca posteriore dei jeans) e tra coloro che vorranno avere un dispositivo per navigare che possa dare una certa “capacità” di usare gli strumenti di internet , ma che sia estremamente portatile. In soldoni:

  • Se hai un iPad non ti serve, e se vuoi un dispositivo più piccolo, allora vendi l’iPad per l’iPad mini
  • Se hai un iPhone e riesci a navigare tranquillamente senza problemi di vista e/o dimensioni, allora non ti serve
  • Se hai un iPhone ed un iPad… Beh il trittico è assolutamente da evitare sicuramente uno tra i due iPad non lo userai
  • Assolutamente da acquistare se invece non si hanno iPad e si meditava di acquistarne uno, questo è il prodotto migliore e se un domani ti rendi conti che vuoi dimensioni maggiori potrai passare al modello più grande
  • Se sei un professionista è vuoi usarlo per lavoro (grafica, giornalismo, medicina, architettura ecc.) non è da comprare, meglio il fratello maggiore
E se lo compro, che modello? Lasciando a voi la scelta tra bianco e nero (io prenderò sempre il bianco :P ) l’estrema portabilità del dispositivo impone la possibilità di essere sempre connessi, inutile portare sempre in giro il proprio iPad mini e potersi collegare solo con Wi-Fi. Quindi sicuramente la versione con la connessione cellulare, che poi sia 3G o 4G o LTE, dipende poco da noi, ma bisogna essere connessi.
Per quanto riguarda la capienza trovo anacronistico acquistare un modello da 16 GB, ormai con le risoluzioni maggiori, foto e video tendono ad occupare più spazio, e lo stesso discorso vale per app. Se ami avere la tua vita digitale con te, sul tuo iPad mini la versione da 32 GB è quella consigliata, certo il prezzo sale, ma avete mai combattutto per far entrare un app oppure per vedere un film su di un dispositivo iOS? Io ci combatto con il mio iPhone 4S, che è un 16 GB, e non consiglio a nessuno tutte le acrobazie che faccio per avere tutto sul telefonino.
Sarà in vendita la versione Wi-Fi da giorno 2 novembre, mentre la versione cellular sarà disponibile 2 settimane dopo, quindi non ci resta che aspettare e vi scriverò delle altre considerazioni dopo averlo tenuto in mano.

Internet libera in nome dei diritti umani

«Crediamo che un’Internet libera e aperta possa portare a un mondo migliore». É questo il preambolo alla Declaration of Internet Freedom, approvata dal Consiglio per i diritti umani che fa parte delle Nazioni Unite, che considera internet come un luogo in cui è possibile garantire i diritti dell’uomo allo stesso modo in cui essi sono garantiti nella vita offline.

La Dichiarazione della Libertà di Internet enuncia i cinque principi su cui dovrebbe basarsi ogni decisione web: espressione, accesso, apertura, innovazione e privacy. Una dichiarazione di intenti contro i ripetuti tentativi di bloccare la libertà di espressione in rete.

Il documento è stato firmato da 80 paesi, fra i quali l’Italia, e da diverse organizzazioni (Electronic Frontier Foundation, Free Press, Mozilla, Reporters Without Borders, etc.). L’obiettivo è ottenere il maggior numero di sottoscrizioni, soprattutto da parte degli utenti del web, in modo da tutelare i loro diritti.

Info | www.internetdeclaration.org/it

Adapter è un’applicazione che vi permette di convertire video, audio e immagini da un formato all’altro in modo totalmente gratuito. Inoltre può scaricare video in formato flash da internet tramite il browser integrato e creare suonerie per iPhone.
I due plugin che vi fa installare al primo avvio (ffmpeg e perian) gli permettono di convertire vari tipi di file in modo molto semplice. Dopo l’apertura del programma, basta selezionare il file da convertire, scegliere il formato di output dal menu a tendina e cliccare start.

L’interfaccia è chiara, elegante e pulita, in perfetto stile Lion.
Dopo aver trascinato i file sorgente nel pannello in alto, scegliamo la destinazione e le impostazioni video e audio dalla barra laterale e osserviamo i risultati nel pannello dell’anteprima in basso.

Pregi

  • Batch Conversation. Uno dei punti di forza è la possibilità di convertire più tipi diversi di file in un unico output, in questo caso per esempio abbiamo un file .mp4, un .flv, un .avi e un .mkv e decidiamo di convertire tutto in .mp4 per i nostri dispositivi apple.
  • Stima del risultato. Il programma fornisce l’anteprima sempre aggiornata del peso del file finale in base alle impostazioni audio/video scelte, se cambiamo la qualità la stima si aggiorna automaticamente. Comodissimo.
  • Trim. Grazie alla funzione Trim possiamo tagliare la parte iniziale o finale del video. Perfetto se volete eliminare le sigle, le presentazioni, o i titoli dei vostri film per non sprecare neanche un kilobyte per secondo (kbps) di qualità o semplicemente per alleggerire il file finale. Purtroppo non è possibile tagliare parti centrali del video quindi se la sigla arriva dopo una prefazione dovrete arrendervi.

 

Difetti

  • Sottotitoli e Capitoli. Agli utenti più esigenti darà certamente fastidio la mancanza di un’opzione per aggiungere i sottotitoli o i capitoli al video.
  • Download. Anche la funzione di download dei video può essere migliorata. Il programma scarica solo video che usano flash che al momento è lo standard su molti siti di streaming ma la cui fine è stata segnata proprio dagli idevice. Già adesso siti come Youtube stanno passando ad HTLM5, incompatibile con la funzione download di Adapter.

Conclusione. Adapter è un’ottimo programma, comodo, potente e con un’interfaccia user-friendly ma completa. La conversione in batch, l’anteprima del peso del file finale, la possibilità di scaricare video da internet e di creare suonerie per iphone lo fanno competere con altri programmi di massimo livello come Handbrake ma a causa di qualche incertezza potrebbe non riuscire a strappare lo scettro di convertitore definitivo tra gli utenti più smaliziati ed esperti. Tuttavia se siete in cerca di una facile via d’uscita dalle conversioni di tutti i giorni è proprio quello che fa per voi e dovete affrettarvi a scaricarlo da questo indirizzo adesso che è gratis.

Oggi voglio parlarvi del mio personale punto vista riguardo quello che sarà il “futuro iPhone”, non escludendo che si chiamerà veramente così, visto l’attuale “nuovo iPad”! Da mesi circolano in rete rumors anticipatori, prove di stile e ipotesi, ultimamente infittesi sempre più, personalmente ho sempre preferito seguire una linea di “cautela” in fatto di immaginario per le nuove introduzioni Apple, piuttosto che a pesanti rivisitazioni stilistiche, “educato” da anni ad una filosofia Apple volta all’affinamento di quanto già adesso perfetto.

Partiamo da un “postulato” base sul quale penso siamo tutti più o meno d’accordo: le tanto discusse dimensioni del display del melafonino:
3,5 pollici, enormi nel lontano 2007, oggi quantomeno discutibili, ma sempre estremamente funzionali, rapportate alla concorrenza, pensiamo a certi grandi smartphone inutilizzabili con una sola mano. Dov’è quindi che Apple potrebbe soprenderci questa volta?
Ritengo sia plausibile raggiungere i 4 pollici del display sfruttando gli spazi circostanti il tasto “home” e lo spazio dall’altoparlante superiore, relegando a questi ultimi una forma diversa, o addirittura, alla completa scomparsa del tasto fisico, come già si vociferava nel 2011 in favore delle gestures.

Un iphone così sarebbe anche qualche millimetro più largo, dovendo rispettare le proporzioni attuali, e uno schermo decisamente piu grande dell’attuale che potrebbe raggiungere i 4 pollici.

In questo modo le APP non necessiterebbero un grandissimo lavoro di riprogettazione, come accadrebbe se le proporzioni venissero modificate, per esempio in 16:9. ed inizialmente potrebbe bastare un tasto moltiplicatore “X” come avviene con le app per iPhone sull’iPad.

Questa soluzione legata all’aumento della superficie presenterebbe altri vantaggi quali: guadagno di spazio per i chip e per la tanto sofferente batteria.

Adesso tutto il resto è un condimento a piacere: chip NFC per i pagamenti elettronici, processore quad, o dual-core ancor piu performante dell’attuale, riconoscimento facciale, impermeabilità, case unibody in liquid metal, ecc… ecc… E voi cosa ne pensate?

ClamXav è un antivirus gratuito scaricabile dal MacAppStore, usa il popolare motore ClamAV che è costantemente aggiornato e può rilevare minacce per tutti i sistemi operativi.

Os X è tradizionalmente considerato un sistema molto sicuro; il suo cuore UNIX con la struttura a permessi basati su password gli conferisce, in effetti, un ottima difesa dagli attacchi esterni. Al contrario di Windows il sistema non può autoinfettarsi, se il vostro mac si è preso un malware è molto probabile che sia colpa vostra; forse avete fornito la password di amministratore a qualche programma pirata o a qualche codec di quicktime non sicuro o comunque non siete stati diligenti.

Tuttavia, se lavorate in ambienti misti o se semplicemente non volete arrovellarvi il cervello per ogni nuovo allarme virus nel mondo mac, potrebbe servirvi un buon antivirus.

Chi ne ha avuto uno su pc ha certamente un brutto ricordo di questo tipo di programmi. Metaforicamente si tratta di avere un dottore sempre al nostro fianco che ci ricorda quanto faccia male fumare ogni volta che accendiamo una sigaretta, che ci fa delle  visite mentre stiamo lavorando o in altri momenti inopportuni e che controlla la nostra posta per essere sicuro che non sia sporca, rallentando, di fatto, tutte le nostre attività.

ClamXav per fortuna, ha un approccio totalmente diverso, passivo, molto più adatto ad un utente che non ha bisogno di balie. Questo antivirus non vi segue ovunque, siete voi a decidere quando affidarvi alle sue cure e quali cartelle o quali file deve esaminare.

Dopo averlo scaricato da MacAppStore e aperto, vi si presenta un’interfaccia scarna e un po’ vintage a cui però non manca nulla di ciò che è importante. Prima ancora che possiate farvi un’opinione, CalmXav avrà aggiornato il database dei virus e sarà pronto a far partire lo scan su un qualsiasi file o cartella o hard disk presente nel vostro mac.

Per testarlo abbiamo scaricato un virus da eicar.com, un sito che fornisce 4 tipi di malware innocui che servono appunto per testare i programmi antivirus come ClamXav, poi abbiamo fatto partire lo scan della cartella home.

Trovato!
Possiamo vedere il percorso al file, rivelarlo nel finder, cancellarlo, escluderlo dai prossimi scan e se abbiamo scelto un cartella di quarantena dal pannello preferenze, possiamo spostarlo li. Scelte dovute ma quasi superflue, credo che il 99% di chi trova un file infetto voglia buttarlo punto e basta; dalla tendina View per fortuna possiamo aggiungere alla toolbar il tasto Delete che velocizzerà le operazioni nei prossimi incontri.

Dal menu View possiamo personalizzare la toolbar

ClamXav, come detto in precedenza, è un antivirus passivo, non rimane in background ad occupare risorse ma se abbiamo un dubbio possiamo evocarlo velocemente cliccando col tasto destro sul file sospetto per esaminarlo. Possiamo anche preimpostare giorni e ore specifiche per le scannerizzazioni programmate ed escludere cartelle o estensioni.

Chi dovrebbe scaricarlo?

  • Ibridi: lavorano in ambienti misti Mac/Windows.
  • Utonti: non sanno quello che fanno quando navigano.
  • Nerd pigri: molti informati sulle minacce per mac ma poco inclini a seguire le pratiche guide in 25 punti per scoprire se hanno contratto il malware della settimana.
  • Ipocondriaci in generale.

 

Nome: ClamXav

Versione: 2.2.4
Categoria: Utility
Peso: 19 Mb

Giudizio: 4

Gratis

Con hard disk che diventano sempre più grandi e meno costosi potreste anche pensare che non vi serve una applicazione la cui unica funzione è trovare ed eliminare file e cartelle duplicate per recuperare spazio. Tuttavia se recentemente avete fatto l’upgrade ad un più performante ma meno capiente disco SSD quei 5-10 Gb di spazio risparmiato valgono la spesa.

Gemini trova tutti i duplicati sparsi per il vostro mac in un attimo. Quello che dovete fare è trascinare una cartella, più cartelle o un intero hard disk sull’interfaccia di Gemini e premere Scan. Niente di più semplice.

Velocità Il tempo di analisi del contenuto della cartella varia con la dimensione della cartella stessa ma anche con cartelle imponenti lo scan è veloce e senza intoppi. Per il test di velocità abbiamo usato la cartella contenente la libreria di iTunes di 156Gb.
In questo caso il responso è arrivato in 17 secondi, un solo file mp3 doppio. Gemini, tramite uno spazio apposito che gli consente di esprimersi, ci fa i complimenti per il nostro ordine. Ottimo!
Affidabilità Per il test di affidabilità abbiamo creato una cartella ad-hoc sulla scrivania con vari tipi di file duplicati: video, foto, documenti, mp3 ed altri rinnegati raccolti a caso dal cestino per fare numero. Alcuni file hanno solo il nome differente, alcuni hanno il contenuto cambiato ma il nome originale, altri ancora sono in cartelle separate.

Appena finito lo scan veniamo indirizzati verso i risultati. Gemini ci mostra una lista dei potenziali duplicati che ha trovato.

Non c’è che dire ci sono tutti!
A questo punto potete scegliere manualmente, file per file, quale versione eliminare cliccando sulla checkbox. L’anteprima e le informazioni del file ci sono di grande aiuto nella scelta. Cliccando il tasto destro sul documento possiamo anche raggiungere la sua collocazione nel Finder.
Quando siete soddisfatti, cliccate Remove Selected per gettarli tutti nel cestino.

Anche se può sembrare banale è importante apprezzare la scelta degli sviluppatori in questo caso; il fatto che ciò che rimuovete non viene eliminato ma semplicemente spostato nel cestino vi da insieme la possibilità di recuperare il file in caso di errore e la certificazione di “non-distruttività” del programma in generale.

Auto Select Se siete troppo pigri o troppo impegnati per passarvi i file uno ad uno e spuntare quelli da rimuovere, Gemini vi viene incontro con la funzione AutoSelect grazie alla quale lo delegate a prendere queste difficili decisioni per conto vostro.
Per svolgere il compito, l’algoritmo di Gemini sembra affidarsi al detto di Voltaire rivisto in chiave moderna: “meglio un colpevole nell’hard disk che un innocente nel cestino”, il che lo fa risultare, in certi casi, fin troppo prudente. Nella nostra prova, i file duplicati ma con nomi diversi o in cartelle diverse, non vengono segnalati dalla funzione AutoSelect e bisogna provvedere a spuntarli manualmente. Non è un vero e proprio difetto ma rimane il fatto che annulla l’effetto comodità che dovrebbe garantire e che può scatenare negli utenti più ossessivi maggiori preoccupazioni di quelle che risolve.

Nell’angolo in basso a sinistra dell’interfaccia c’è un grafico a torta che mostra graficamente quale tipo di file duplicato sta occupando più spazio sul vostro disco. In questo modo è possibile occuparsi prima dei video, poi dei documenti e così via, con la calma e l’attenzione del caso e seguendo uno schema logico e razionale.

Dal pannello delle preferenze è possibile escludere qualsiasi tipo di cartella, file o estensione dall’analisi. Alcune estensioni importanti o di sistema sono già preselezionate di default per essere tralasciate in fase di scan. Un altro punto a favore della sicurezza ma anche della personalizzazione dell’applicazione.

Conclusione Gemini è una di quelle applicazioni fatte per fare una cosa sola ma per farla bene; l’interfaccia chiara, essenziale e amichevole lo rende perfetto per chi non ha molta maneggevolezza con questo tipo di programmi ma vuole liberare un po’ di spazio senza correre rischi, mentre la sua velocità e la sua potenza lo rendono adatto anche agli utenti più esperti che sono passati ad SSD e sono alle prese con qualche problema di spazio.
Non può mancare nel vostro arsenale.


Nome: Gemini

Versione: 1.1
Categoria: Utility
Peso: 2,8 Mb

Giudizio: 4,5

5,99 €

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